Associazione Zoè A.P.S.

Il “potere” antiossidante della Dieta Mediterranea potenzia l’efficacia della Dieta Chetogenica

Il “potere” antiossidante della Dieta Mediterranea potenzia l’efficacia della Dieta Chetogenica è quanto riportato dal Prof. Luigi Barrea, Professore Associato di Nutrizione Clinica presso l’Università Telematica Pegaso e Specialista in Scienza dell’Alimentazione, nonché componente del Comitato Scientifico di Zoé, nel suo recentissimo studio pubblicato su Antioxidants.

La prevalenza dell’obesità è aumentata in tutto il mondo negli ultimi 50 anni, raggiungendo livelli pandemici. L’obesità è una patologia multifattoriale che aumenta il rischio di numerose malattie croniche come il diabete mellito di tipo 2, la steatosi epatica, l’ipertensione, l’infarto del miocardico, l’apnea ostruttiva del sonno e diversi tipi di cancro, contribuendo così a un declino sia della qualità che dell’aspettativa di vita. Gli interventi sullo stile di vita e comportamentali volti a ridurre l’apporto calorico e aumentare il dispendio energetico possono avere un’efficacia limitata poiché adattamenti ormonali, metabolici e neuroendocrini ostacolano la perdita di peso e possono promuovono il weight regain. Ad oggi, numerose terapie dietetiche sono state proposte per la prevenzione ed il trattamento dell’obesità. Tra le diverse terapie dietetiche, la dieta mediterranea e la dieta chetogenica sono tra quelle più studiate. A tal proposito, recentemente, diversi studi scientifici hanno chiaramente riportato l’efficacia e la sicurezza della dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico, definita VLCKD (Very low calorie ketogenic diet), non solo sulla perdita di peso ma anche sulla riduzione delle comorbidità associate all’obesità grazie alla riduzione dell’infiammazione sistemica di basso grado e all’ossidazione, due meccanismi comuni nel paziente con obesità che sono alla base dello sviluppo di patologia cardio-metaboliche. La VLCKD, secondo le indicazioni della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), consiste in una marcata restrizione giornaliera di carboidrati (solitamente sotto i 30 g), un relativo aumento della quantità di proteine (circa il 43% dell’energia totale, restando comunque nei limiti fisiologici) e di grassi (circa il 44% dell’energia totale, soprattutto insaturi).

L’apporto energetico totale giornaliero è di circa 800 kcal/giorno. Nonostante i chiari benefici della VLCKD evidenziati da numerosi studi scientifici, alcuni pazienti hanno maggiori difficoltà a raggiungere e mantenere uno stato di chetosi “efficiente” e questo porta a una minore perdita di peso. Una possibile causa di questa inefficienza potrebbe essere legata alla disfunzione dei meccanismi enzimatici mitocondriali, responsabili della beta-ossidazione e dunque della perdita di peso. In questo contesto, numerosi studi hanno dimostrato come la dieta mediterranea, grazie al contenuto in polifenoli, composti di origine vegetale e acidi grassi polinsaturi, possono migliorare il metabolismo mitocondriale, la biogenesi, e capacità antiossidante. Tali effetti sono preziosi per contrastare la disfunzione mitocondriale associata alle disfunzioni legate all’obesità e possono rappresentare un potenziale meccanismo di “potenziamento” dello stato di chetosi.

Da queste premesse, il Prof. Luigi Barrea insieme alla Dott.ssa Giovanna Muscogiuri, si sono chiesti se, una precedente dieta ipocalorica con alta aderenza ai principi della Dieta Mediterranea, potesse svolgere un ruolo nel determinare una maggiore efficacia nella perdita di peso della VLCKD in particolare migliorare la composizione corporea e lo stato di chetosi nutrizionale compensata.

Nello specifico – commenta il Professor Barrea nello studio sono state arruolate 318 donne con sovrappeso e obesità e sono stati valutati i parametri antropometrici, la composizione corporea mediante bioimpedenziometria, e l’aderenza alla Dieta Mediterranea mediante questionario validato, sia prima di iniziare la VLCKD che dopo la fase attiva di questa terapia. Alla fine dello studio è stato osservato che, le donne che avevano una maggiore aderenza alla dieta mediterranea al basale, hanno mostrato una maggiore perdita di peso e in particolare di massa grassa, con un maggiore aumento dell’angolo di fase, un marker indiretto di infiammazione.

Gli effetti benefici della Dieta Mediterranea possono essere attribuiti agli alimenti ricchi di proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Inoltre è possibile ipotizzare che un’elevata aderenza alla Dieta Mediterranea possa, in parte, attenuare la disfunzione mitocondriale nelle donne con obesità, determinando una produzione più efficiente di corpi chetonici e, in parte, supportare quelle vie metaboliche dirette all’ossidazione dei grassi, portando come risultato finale un miglior assetto metabolico prima di iniziare la dieta chetogenica che è più favorevole alla perdita di peso e riduzione dell’infiammazione rispetto a quei soggetti che, partendo da una scarsa aderenza alla dieta mediterranea, hanno probabilmente una disfunzione mitocondriale che riduce il metabolismo dei grassi e, di conseguenza, lo stato di chetosi.

In conclusione, questo studio dimostra per la prima volta che, iniziare la dieta chetogenica da un buon pattern alimentare ricco di composti antiossidanti e antinfiammatori come quelli presenti nella dieta mediterranea, potrebbero migliorare la perdita di peso in corso di VLCKD.

Un’affermazione importante che consente di ipotizzare che, un precedente intervento nutrizionale, anche di breve durata, basato proprio sulla Dieta Mediterranea, potrebbero potenziare l’efficacia della VLCKD. Un tassello importante che evidenzia sempre di più l’importanza della personalizzazione della dieta ma soprattutto la valutazione dello stato nutrizionale da parte di Specialisti in Scienza dell’Alimentazione altamente qualificati nella prescrizione e nella gestione di questa terapia dietetica.

Fonte: Verde L…. and Luigi Barrea, Antioxidants 2023, 12(1), 18; https://doi.org/10.3390/antiox12010018
Exit mobile version